La ricerca della Cass Business School
"La complessità è un tuo nemico. Qualsiasi fesso può fare qualcosa di complesso.
È invece difficile rendere qualcosa semplice."
Sir Richard Branson imprenditore dislessico, per esempio, fondatore della Virgin...
Febbraio 2008. Esistono sono casi in cui un handicap iniziale induce le persone a potenziare doti e capacità alternative per superare i propri lilmiti. Ce ne da conferma lo studio di Julie Logan, Docente di Imprenditoria alla Cass Business School di Londra secondo la quale, le persone affette da dislessia, avrebbero maggiori probabilità di divenire imprenditori di successo.
Lo studio comparativo della Prof.ssa Logan e colleghi partì dall’analisi della percentuale di imprenditori dislessici negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Le cifre mostravano che il 35% degli imprenditori americani sono dislessici, contro il 20% degli inglesi. Il fatto è anomalo, se si considera che solamente il 10% della popolazione inglese risulta affetta da dislessia, contro il 15% degli americani. Partendo dai dati raccolti, Jullie Logan scoprì che la discrepanza è attribuibile ad un miglior sistema d’individuazione, intervento e sostegno che, sin dalla giovane età, offrirebbe agli allievi dislessici americani maggiori probabilità di successo.
“Quando il sistema educativo fallisce nell’identificare i soggetti affetti da dislessia in giovane età, molti fra loro, anche se in possesso di un alto potenziale imprenditoriale, non ricevono mai l’opportunità di esprimere il proprio talento nascosto. Il sistema scolastico, dovrebbe essere in grado di valorizzare molto di più i ragazzi dislessici, anzichè emarginarli”, ammonisce Julie Logan.
Malgrado entrambe i sistemi educativi falliscono nella missione di offrire sostegno ai dislessici, gli imprenditori americani conservano un ricordo complessivamente positivo dell’esperienza scolastica, al contrario degli inglesi che ne restano traumatizzati a vita. Kenny Logan, anziano giocatore della nazionale scozzese di rugby, racconta la frustrazione perpetua che contrassegnò il suo percorso scolastico “mi ripetevano tutto il tempo quanto ero lento e stupido; ogni giorno di scuola era fonte di stress e delusione”.
In quale modo il sistema scolastico potrebbe ridurre il senso di alienazione degli studenti dislessici ed infine arrivare a valorizzarne doti e qualità? Innanzitutto, concentrandosi sullo sviluppo di entrambe gli emisferi cerebrali e delle doti interrelazionali.
“Gli studenti affetti da dislessia hanno bisogno di un ambiente educativo più pragmatico ed olistico, che gli permetta di esprimere appeno il proprio potenziale. Questo tipo di approccio produrrebbe una società più ricca di imprenditori”, spiega Judi Stewart, Presidente dell’Associazione Britannica per la Dislessia e co-autrice della ricerca.
Quali doti contraddistinguono un imprenditore affetto da dislessia? Innanzitutto, eccellenti doti comunicative “gli imprenditori dislessici sono maestri nel comunicare con il loro team, i clienti, i media. il loro stile, semplice ed immediato, arriva dritto al cuore. Eccellono inoltre nel problem-solving, nel gestire più business e più persone allo stesso tempo (nella media 25 persone contro le 17 dei non-dislessici) e nel delegare (abitudine che devono apprendere per farsi aiutare)” spiega Michael Ter-Berg, imprenditore, co-autore dello studio ed egli stesso dislessico.
“Se i sistemi scolastici modificassero l’approccio educativo nei confronti dei ragazzi affetti da dislessia, avremmo sicuramente più casi di imprenditori di successo, quali Richard Branson o Bill Gates, per citare dei casi esemplari di dislessici che hanno potuto trasformare uno svantaggio iniziale in un vantaggio enorme!” conclude la Professoressa Logan.
Metodologia
La ricerca fu condotta in tre fasi: un primo questionario fu distribuito a tutti gli intervistati per comparare l’incidenza della dislessia fra imprenditori e dirigenti. Un secondo questionario analizzava il background famigliare e scolastico, le esperienze durante la creazione delle proprie imprese e la percezione di se stessi rispetto differenti attributi collegati all’imprendintorialità. Il terzo questionario, esaminava la pedagogia educativa adottata da 30 docenti di imprenditoria.
La Professoressa Julie Logan è disponibile a commentare i risultati del suo studio previa richiesta
Press contact: Luisa Maschio at Noir sur Blanc Agency
lmaschio@noirsurblanc.com, Tel: +33 1 41 43 73 20
A proposito di… La Cass Business School, City University, offre programmi di formazione, consulenza e ricerca innovativi, qualificati e sempre all’avanguardia. Situata nel cuore di uno dei maggiori distretti finanziari al mondo, Cass si trova in una posizione privilegiata per divenire il fulcro intellettuale della City di Londra. I programmi MBA, i Master specialistici e i corsi universitari godono di ottima reputazione grazie all’eccellenza accademica. Il Programma Executive MBA è classificato al 15° posto nel ranking del Financial Times. Nell’attività di ricerca, di rilevanza internazionale, sono impegnati più di 100 dottorandi. Cass può contare sul più nutrito corpo docente per finanza, assicurazioni e scienze attuariali in Europa. Al secondo posto per la ricerca finanziaria in Europa, al quarto nel mondo secondo il Financial Management Magazine (Stati Uniti esclusi), la ricerca nei settori rischi e assicurazioni è stata classificata al secondo posto al mondo dal Journal of Risk and Insurance. Cass è il luogo dove confluiscono le idee di studenti, docenti, professionisti, business leaders e protagonisti della politica per genere nuove prospettive. www.cass.city.ac.uk
Articolo gentilmente fornitoci da Noir sur Blanc
Articolo riportato da - Ellen
"Abbiamo tutti bisogno di qualcuno che compensi le nostre debolezze e valorizzi i nostri punti di forza"
(cit - Richard Branson)

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