mercoledì 8 gennaio 2014

Per incuriosirvi a saperne di più..

Sperando che vi invogli a vedere la versione intera da 42:00 minuti! Perchè merita, merita sul serio!

 Riportato da - Ellen
"Abbiamo tutti bisogno di qualcuno che compensi le nostre debolezze e valorizzi i nostri punti di forza" 
(cit - Richard Branson)

Demone Bianco, una storia di dislessia - Giacomo Cutrera



Per chi sia davvero interessato a capire..
Mi ripeto, mai riscontrata fonte migliore !


http://www.edscuola.it/archivio/comprensivi/demone_bianco.pdf ...link per una lettura on line gratuita,
http://www.lulu.com/it/it/shop/giacomo-cutrera/demone-bianco-una-storia-di-dislessia/paperback/product-2349362.html ... Link per una lettura cartacea, acquistando il libro.

 Riportato da - Ellen
"Abbiamo tutti bisogno di qualcuno che compensi le nostre debolezze e valorizzi i nostri punti di forza" 
(cit - Richard Branson)

La dislessia raccontata da un dislessico: Giacomo Cutrera



Non ho mai riscontrato nulla che mi facesse sentire più compresa come leggere il suo libro, autobiografico, per la prima volta non mi sono sentita " la sola" ..
Per prima cosa condivido questo video, perchè so essere più incisivo a primo impatto e meno impegnativo per chi ancora non sappia chi sia, come parli, Giacomo Cutrera.


Per il resto francamente credo si commenti da solo :)
 Riportato da - Ellen
"Abbiamo tutti bisogno di qualcuno che compensi le nostre debolezze e valorizzi i nostri punti di forza" 

(cit - Richard Branson)

mercoledì 18 dicembre 2013

Fattori Genetici


Questo articolo lo rimediai nel 2010, poco prima del mio diploma... Non sono in grado di esprimere ora, a parole, la gioia che provai nel poter dire GENETICAMENTE DIMOSTRABILE.
Da quel momento ho saputo cosa rispondere a chi insinuava che le difficoltà che provavo nella lettura, potessero essere questione di scarso impegno, negando, ostinatamente, l'esistenza della Dislessia. 
Inolte lo raccomando come lettura, per chi ancora oggi, parla di "guarigione" dalla Dislessia :
 NON E' UNA MALATTIA, si tratta di fattore genetico.


“ Una cosa che mi dava qualche problema era la lettura. A causa di una lieve dislessia, seguire le lezioni a scuola mi era difficile, e benché detestassi la sconfitta, per quanto mi impegnassi non riuscivo a leggere e a scrivere come avrei dovuto.” R. Branson

 Geni, cognizione e comunicazione: introspezione delle difficoltà degli sviluppi neuro mentali 
  Department of Experimental Psychology, University of Oxford, Oxford, United Kingdom.

Studi sui gemelli e sulle famiglie hanno dimostrato che molti tratti conoscitivi sono da moderati ad altamente ereditari. Disturbi negli sviluppi neuro mentali come la dislessia, autismo e SLI (Specific Language Impairment) dimostrano anche una forte influenza genetica. Nonostante ciò, è risultato
difficile per i ricercatori identificare i geni che potrebbero spiegare le notevoli quantità di variazioni in tratti conoscitivi o dei disturbi. Sebbene questa osservazione potrebbe sembrare paradossale, si colloca con un modello multifattoriale di come complessi tratti umani siano influenzati dai numerosi geni che interagiscono uno con l’altro e con la condizione ambientale, a produrre uno specifico fenotipo. Tale modello può anche spiegare perché le influenze genetiche sulla cognizione non siano svanite nel corso della evoluzione umana. (…) C’è una moda corrente per gli studiosi di includere misure di varianti alleliche negli studi della cognizione e difficoltà di cognizione. È importare tenere presente che le dimensioni degli effetti associati con queste varianti sono tipicamente piccole e difficili da identificare senza una grandissima campionatura di misure.

Valutazione dei geni candidati per DYX1 e DYX2 nelle famiglie con dislessia
 Department of Psychiatry and Behavioral Sciences, University of Washington, Seattle, Washington 98198-7720, USA.

 La dislessia è un comune disturbo eterogeneo con un importante componente genetica. Molteplici studi hanno replicato l’evidenza del collegamento tra vari tipi fenotipi di dislessia e regioni cromosomiche su 15q21 (DXY1) e 6p22.2 (DXY2). Basandosi su studi dei collegamenti e la possibilità per significato funzionale di alcuni poliformismi, i geni candidati responsabili per il segnale di collegamento osservato sono stai proposti DYX1C1 per 15q21, e KIAA0319 e DCDC2 per 6p22.2. Abbiamo indagato l’evidenza della collaborazione di questi geni candidati per la dislessia nel nostro campione di famiglie multi generazionale. Nel gruppo dati delle nostre precedenti analisi di collegamento quantitativo ha fornito una evidenza di appoggio per il collegamento della dislessia alla posizione con il cromosoma 15, ma non al cromosoma 6. Negli studi attuali, abbiamo usato fascia campione da 191 famiglie per l’ analisi di controllo del caso, e una fascia campione di genitori trii per analisi per famiglia-base. L’osservazione di deboli evidenze di trasmissione di squilibrio per uno dei due poliformismi studiati in DYX1C1 suggerisce la partecipazione di questo gene nella dislessia nel nostro gruppo dati. Non abbiamo trovato evidenze per l’associazione di KIAA0319 o DCDC2 alleli alla dislessia nel nostro esempio. (…).


Innovazione nella ricerca per I geni candidati per la dislessia
University of Denver, Department of Psychology, Frontier Hall, ,

Quattro geni sono stati recentemente proposti come candidati per la dislessia: (…) Il prospetto clinico più immediato della scoperta di questi geni è la possibilità della precoce identificazione della dislessia tramite un esame genetico. Comunque gli sforzi dei ricercatori non hanno ancora identificato la mutazione funzionale in ognuno di questi geni. Quando le varianti casuali sono identificate dovranno essere considerate entro una struttura multifattoriale, che è come coinvolgere gene-gene e gene-ambiente interazione, per fare un accurata previsioni esatte di posizione diagnostica.

Fonte -www.pubmed.gov NCBI
 Articolo riportato da - Ellen
"Abbiamo tutti bisogno di qualcuno che compensi le nostre debolezze e valorizzi i nostri punti di forza" 
(cit - Richard Branson)

Albert Einstein

"Abbiamo tutti bisogno di qualcuno che compensi le nostre debolezze e valorizzi i nostri punti di forza" 
(cit - Richard Branson)

martedì 17 dicembre 2013

La dislessia secondo Super Quark


Questo video l'ho trovato abbastanza ben fatto, affronta il tema della dislessia in modo scentifico.
Vorrei dire ad eventuali persone che vedranno il video di non spaventarsi davanti a termini quali "anomalia", perché forse potrebbe risultare una parola spaventosa per un genitore di una persona dislessica o farvi sentire emarginati se come me lo siete, ma dovete vedere la cosa dal punto di vista scentifico, siamo un ~5% nel mondo, quindi scentificamente siamo tali, ma avrei preferito termini diversi quali "differenti, particolari, inconsueti".
Il filmato parla comunque della dislessia da un punto di vista diagnostico, ma spero di trovare delle risorse che lessi tempo fa su anche i lati positivi della dislessia, che putroppo non mi salvai, più avanti publicherò anche quest'ultimi.
Saluti - Christopher Thomas

I dislessici sono migliori imprenditori ?

La ricerca della Cass Business School 

"La complessità è un tuo nemico. Qualsiasi fesso può fare qualcosa di complesso. È invece difficile rendere qualcosa semplice." Sir Richard Branson imprenditore dislessico, per esempio, fondatore della Virgin...

Febbraio 2008. Esistono sono casi in cui un handicap iniziale induce le persone a potenziare doti e capacità alternative per superare i propri lilmiti. Ce ne da conferma lo studio di Julie Logan, Docente di Imprenditoria alla Cass Business School di Londra secondo la quale, le persone affette da dislessia, avrebbero maggiori probabilità di divenire imprenditori di successo.
Lo studio comparativo della Prof.ssa Logan e colleghi partì dall’analisi della percentuale di imprenditori dislessici negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Le cifre mostravano che il 35% degli imprenditori americani sono dislessici, contro il 20% degli inglesi. Il fatto è anomalo, se si considera che solamente il 10% della popolazione inglese risulta affetta da dislessia, contro il 15% degli americani. Partendo dai dati raccolti, Jullie Logan scoprì che la discrepanza è attribuibile ad un miglior sistema d’individuazione, intervento e sostegno che, sin dalla giovane età, offrirebbe agli allievi dislessici americani maggiori probabilità di successo.
“Quando il sistema educativo fallisce nell’identificare i soggetti affetti da dislessia in giovane età, molti fra loro, anche se in possesso di un alto potenziale imprenditoriale, non ricevono mai l’opportunità di esprimere il proprio talento nascosto. Il sistema scolastico, dovrebbe essere in grado di valorizzare molto di più i ragazzi dislessici, anzichè emarginarli”, ammonisce Julie Logan.
Malgrado entrambe i sistemi educativi falliscono nella missione di offrire sostegno ai dislessici, gli imprenditori americani conservano un ricordo complessivamente positivo dell’esperienza scolastica, al contrario degli inglesi che ne restano traumatizzati a vita. Kenny Logan, anziano giocatore della nazionale scozzese di rugby, racconta la frustrazione perpetua che contrassegnò il suo percorso scolastico “mi ripetevano tutto il tempo quanto ero lento e stupido; ogni giorno di scuola era fonte di stress e delusione”.
In quale modo il sistema scolastico potrebbe ridurre il senso di alienazione degli studenti dislessici ed infine arrivare a valorizzarne doti e qualità? Innanzitutto, concentrandosi sullo sviluppo di entrambe gli emisferi cerebrali e delle doti interrelazionali.
“Gli studenti affetti da dislessia hanno bisogno di un ambiente educativo più pragmatico ed olistico, che gli permetta di esprimere appeno il proprio potenziale. Questo tipo di approccio produrrebbe una società più ricca di imprenditori”, spiega Judi Stewart, Presidente dell’Associazione Britannica per la Dislessia e co-autrice della ricerca.
Quali doti contraddistinguono un imprenditore affetto da dislessia? Innanzitutto, eccellenti doti comunicative “gli imprenditori dislessici sono maestri nel comunicare con il loro team, i clienti, i media. il loro stile, semplice ed immediato, arriva dritto al cuore. Eccellono inoltre nel problem-solving, nel gestire più business e più persone allo stesso tempo (nella media 25 persone contro le 17 dei non-dislessici) e nel delegare (abitudine che devono apprendere per farsi aiutare)” spiega Michael Ter-Berg, imprenditore, co-autore dello studio ed egli stesso dislessico. 
“Se i sistemi scolastici modificassero l’approccio educativo nei confronti dei ragazzi affetti da dislessia, avremmo sicuramente più casi di imprenditori di successo, quali Richard Branson o Bill Gates, per citare dei casi esemplari di dislessici che hanno potuto trasformare uno svantaggio iniziale in un vantaggio enorme!” conclude la Professoressa Logan.

Metodologia
La ricerca fu condotta in tre fasi: un primo questionario fu distribuito a tutti gli intervistati per comparare l’incidenza della dislessia fra imprenditori e dirigenti. Un secondo questionario analizzava il background famigliare e scolastico, le esperienze durante la creazione delle proprie imprese e la percezione di se stessi rispetto differenti attributi collegati all’imprendintorialità. Il terzo questionario, esaminava la pedagogia educativa adottata da 30 docenti di imprenditoria.

La Professoressa Julie Logan è disponibile a commentare i risultati del suo studio previa richiesta

Press contact: Luisa Maschio at Noir sur Blanc Agency
lmaschio@noirsurblanc.com, Tel: +33 1 41 43 73 20

A proposito di… La Cass Business School, City University, offre programmi di formazione, consulenza e ricerca innovativi, qualificati e sempre all’avanguardia. Situata nel cuore di uno dei maggiori distretti finanziari al mondo, Cass si trova in una posizione privilegiata per divenire il fulcro intellettuale della City di Londra. I programmi MBA, i Master specialistici e i corsi universitari godono di ottima reputazione grazie all’eccellenza accademica. Il Programma Executive MBA è classificato al 15° posto nel ranking del Financial Times. Nell’attività di ricerca, di rilevanza internazionale, sono impegnati più di 100 dottorandi. Cass può contare sul più nutrito corpo docente per finanza, assicurazioni e scienze attuariali in Europa. Al secondo posto per la ricerca finanziaria in Europa, al quarto nel mondo secondo il Financial Management Magazine (Stati Uniti esclusi), la ricerca nei settori rischi e assicurazioni è stata classificata al secondo posto al mondo dal Journal of Risk and Insurance. Cass è il luogo dove confluiscono le idee di studenti, docenti, professionisti, business leaders e protagonisti della politica per genere nuove prospettive. www.cass.city.ac.uk 

Articolo gentilmente fornitoci da Noir sur Blanc
   Articolo riportato da - Ellen
"Abbiamo tutti bisogno di qualcuno che compensi le nostre debolezze e valorizzi i nostri punti di forza" 
(cit - Richard Branson)